
Per molte generazioni di bambini, l’olio di fegato di merluzzo è stato un appuntamento quasi quotidiano. Un cucchiaio dal gusto non proprio indimenticabile, ma che genitori e pediatri consideravano un importante alleato durante la crescita.
Oggi quel rituale appartiene soprattutto ai ricordi. Nel frattempo, però, la ricerca scientifica ci ha permesso di conoscere molto meglio questo alimento e i nutrienti che contiene.
Oltre alle vitamine A e D, l’olio di fegato di merluzzo è infatti una fonte di Omega-3, in particolare EPA e DHA, acidi grassi coinvolti in numerose funzioni dell’organismo e ancora oggi al centro dell’interesse scientifico.

L’utilizzo dell’olio ricavato dal fegato del merluzzo ha origini antiche. Nelle popolazioni costiere della Scandinavia e dell’Atlantico settentrionale il suo consumo era tradizionalmente associato alla crescita dei bambini e ai periodi di recupero dopo una malattia.
La sua diffusione aumentò soprattutto nell’Ottocento, quando il rachitismo rappresentava un problema sanitario importante. La rapida urbanizzazione e la minore esposizione alla luce solare contribuirono alla diffusione di questa condizione e, tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, l’olio di fegato di merluzzo entrò nelle abitudini quotidiane di moltissime famiglie europee.
La successiva scoperta della vitamina D aiutò a comprendere meglio perché questa pratica tradizionale fosse così diffusa. In seguito, la ricerca iniziò a concentrarsi anche sugli acidi grassi essenziali e, in particolare, sugli Omega-3 EPA e DHA.
Una delle caratteristiche dell’olio di fegato di merluzzo è la presenza di diversi nutrienti.
Tra questi troviamo la vitamina D, importante per la salute delle ossa e per la normale funzione del sistema immunitario, e la vitamina A, che svolge a sua volta diverse funzioni nell’organismo.
A questi si aggiungono gli Omega-3, tra cui EPA e DHA. In particolare il DHA è un componente importante delle membrane cellulari ed è presente in tessuti come il cervello e la retina.
Proprio per le numerose funzioni biologiche di questi nutrienti, gli Omega-3 continuano a essere studiati in diversi ambiti della salute e dello sviluppo.

Negli ultimi anni l’interesse scientifico nei confronti degli Omega-3 si è ampliato.
Un piccolo studio osservazionale citato nell’articolo originale ha coinvolto 30 bambini tra i 3 e i 15 anni con infezioni respiratorie ricorrenti. Per due mesi i bambini hanno assunto quotidianamente una preparazione contenente olio di fegato di merluzzo, vitamina D3 e vitamina A.
Durante il periodo di osservazione è stata registrata una riduzione degli episodi respiratori e del ricorso agli antibiotici, insieme a miglioramenti in alcuni aspetti della vita quotidiana dei bambini e delle loro famiglie.
Si tratta comunque di uno studio condotto su un numero limitato di bambini: risultati di questo tipo rappresentano quindi uno spunto interessante per la ricerca, ma richiedono ulteriori approfondimenti prima di poter arrivare a conclusioni definitive.
Una delle parti più interessanti della ricerca riguarda proprio le domande ancora aperte.
Gli Omega-3 vengono oggi studiati in relazione a diversi aspetti dello sviluppo e della salute dei bambini. Tra i diversi ambiti di ricerca ci sono, per esempio, la salute dell’occhio e della retina, alcuni meccanismi legati allo stress ossidativo, il sistema nervoso, le funzioni cognitive e il sistema immunitario.
L’articolo scientifico prende in considerazione anche temi molto attuali come la miopia, l’esposizione precoce agli schermi e alcuni aspetti del neurosviluppo. Si tratta però, in questi casi, di possibili linee di ricerca: saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio l’eventuale ruolo degli Omega-3 in questi ambiti.
Anche il modo in cui viene prodotto e consumato l’olio di pesce è cambiato molto.
Il tradizionale olio di fegato di merluzzo poteva avere una composizione piuttosto variabile e un gusto non sempre facile da apprezzare. Oggi i processi produttivi permettono invece di ottenere preparazioni più purificate, standardizzate e gradevoli da assumere.

La qualità resta un elemento fondamentale. Tra gli aspetti da considerare ci sono la provenienza e la tracciabilità della materia prima, la sostenibilità della pesca, i processi di purificazione, la stabilità del prodotto e la quantità dichiarata di EPA e DHA.
Quando si parla di bambini, anche il gusto e la facilità di assunzione hanno naturalmente la loro importanza: una formulazione più gradevole può rendere più semplice inserirla nella quotidianità.
La storia dell’olio di fegato di merluzzo mostra come alcune abitudini nate dall’esperienza possano, con il tempo, essere studiate e comprese attraverso la ricerca scientifica.
Il famoso “cucchiaio” di una volta ha lasciato spazio a formulazioni più moderne e a una conoscenza molto più approfondita dei nutrienti presenti nell’olio di pesce.
E la ricerca continua: dagli Omega-3 alle vitamine, sono ancora molti gli aspetti che gli studiosi stanno approfondendo per comprendere sempre meglio il loro ruolo nell’organismo e nelle diverse fasi della crescita.
Articolo originale pubblicato in Edit-Symposia Pediatria & Neonatologia nr. 2026/2